L’ideale della donna casalinga
Durante il processo di industrializzazione si diffonde l’idea che la donna debba avere un ruolo secondario nel lavoro e occuparsi soprattutto della casa e della famiglia.
Gli economisti elaborarono la teoria del doppio salario:
- gli uomini devono guadagnare abbastanza per mantenere tutta la famiglia;
- le donne devono ricevere uno stipendio più basso perché si pensa che siano mantenute dal marito o dalla famiglia.
Questo modo di pensare scoraggiò il lavoro femminile fuori casa.
Nelle società industriali si diffonde quindi lo stereotipo della donna casalinga, chiamata anche “angelo del focolare”, cioè una donna dolce, sensibile e sottomessa che si dedica alla famiglia.
La donna che lavorava in fabbrica veniva vista come un’eccezione o un problema, perché si pensava che maternità e lavoro industriale fossero incompatibili.
Il lavoro femminile nel Novecento
Nel Novecento il lavoro delle donne inizia ad aumentare in tre settori principali:
- fabbriche
- lavori impiegatizi (uffici, banche, assicurazioni)
- professioni considerate femminili (insegnanti, infermiere, assistenti sociali)
L’aumento del lavoro nelle fabbriche è possibile grazie alle macchine e alla catena di montaggio, che riducono la necessità della forza fisica.
Tuttavia:
- i lavori femminili sono spesso meno qualificati
- gli stipendi sono più bassi
- le posizioni di comando restano agli uomini
Anche negli uffici le donne hanno poche possibilità di carriera.
L’emancipazione femminile dopo la Seconda guerra mondiale
Dopo la Seconda guerra mondiale, soprattutto negli anni ’50 e ’60, aumenta il numero di donne che lavorano.
Cresce in particolare il numero di:
- donne sposate lavoratrici
- donne che rimangono più a lungo nel lavoro
Tuttavia la maternità rimane un grande ostacolo, perché la cura dei figli è considerata principalmente responsabilità femminile.
I cambiamenti dagli anni Settanta
Dagli anni ’70 la situazione inizia lentamente a migliorare.
Aumenta il numero di donne che:
- diventano dirigenti
- occupano ruoli manageriali
Nonostante questo, continuano a esistere alcune forme di discriminazione:
- alle donne vengono spesso affidati compiti meno prestigiosi
- si crea una segregazione informale all’interno delle stesse professioni
- restano differenze di stipendio tra uomini e donne
La secolarizzazione
Il significato del sacro
Fin dalla preistoria gli esseri umani hanno provato timore e meraviglia davanti alla natura e alla morte.
Da queste domande è nato il senso del sacro, cioè la percezione di qualcosa di superiore all’uomo.
Le religioni hanno cercato di dare una spiegazione a questo sentimento, introducendo idee come:
- Dio
- peccato
- giustizia divina
- provvidenza
Dal sacro alla religione
Per continuare nel tempo, il sacro si istituzionalizza, cioè diventa una religione organizzata.
Una religione ha tre elementi principali:
1. Fede
Credere in un essere soprannaturale.
2. Dottrina
L’insieme degli insegnamenti e delle regole morali.
3. Rito
Le pratiche religiose e le cerimonie.
Quando questi elementi si organizzano nasce anche una Chiesa, cioè un’istituzione che gestisce la religione.
Il processo di secolarizzazione
Nella società moderna si verifica la secolarizzazione, cioè la diminuzione dell’influenza della religione sulla vita sociale.
Questo processo avviene su due livelli.
• Livello sociale
In passato religione e istituzioni erano molto legate.
Per esempio nel Medioevo i vescovi:
- amministravano la giustizia
- facevano rispettare le leggi
- garantivano la sicurezza
Oggi invece lo Stato è laico, cioè non favorisce nessuna religione e si basa su principi razionali.
• Livello individuale
Anche nelle scelte personali la religione ha meno peso.
Oggi le persone prendono decisioni in modo autonomo, senza seguire necessariamente i valori religiosi.
Il ritorno del sacro nel mondo contemporaneo
La secolarizzazione non significa la scomparsa della religione.
Negli ultimi decenni si è verificata una nuova presenza del sacro, in forme diverse:
- grandi eventi religiosi che attirano folle
- diffusione di religioni non occidentali (come buddismo e islam)
- nuovi movimenti religiosi
- credenze come astrologia e pratiche esoteriche
La religione nella società individualizzata
Secondo il sociologo Charles Taylor, oggi non esiste più una sola religione dominante.
Nella società moderna le persone scelgono liberamente in cosa credere.
L’alternativa non è più:
- credere o non credere
ma:
- credere in qualcosa o in qualcos’altro
Le persone possono anche mescolare elementi di religioni diverse.
Un esempio è il movimento New Age, che unisce:
- spiritualità orientale
- esoterismo
- pratiche di meditazione
- ricerca del benessere personale.

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