Che cos’è la devianza
La società funziona grazie a norme e regole. Quando le persone seguono queste norme, hanno un comportamento conforme; quando le violano, il loro comportamento viene definito deviante.
La devianza non indica il male assoluto: significa semplicemente allontanarsi da ciò che la maggioranza considera normale. Quindi non è un giudizio morale, ma una descrizione sociologica.
Il ruolo delle sanzioni
Per evitare che le norme vengano violate, la società utilizza delle sanzioni, che possono essere:
- formali: previste dalla legge (multe, arresti);
- informali: disapprovazione, esclusione, prese in giro.
Le sanzioni informali funzionano anche per norme non scritte, come le regole di buona educazione o i comportamenti “attesi” in un gruppo sociale.
Devianza e moralità
Un comportamento può essere deviante senza essere moralmente sbagliato, e viceversa.
L’esempio della Sparta antica mostra che ciò che oggi consideriamo immorale può essere stato normale in passato, e il contrario può valere per il futuro.
La criminalità
La criminalità è un tipo particolare di devianza: riguarda i comportamenti che violano le leggi.
Non esistono azioni criminali “in assoluto”: lo diventano quando una società decide di definirle come tali.
Per Durkheim, un atto è criminale perché la “coscienza comune” lo considera tale.
Devianza, criminalità e cultura
Non tutte le differenze culturali sono considerate devianti.
Alcune pratiche tipiche delle subculture (come ascoltare musica con cuffie tutto il giorno) sono accettate se appartengono a gruppi riconosciuti.
La devianza è un certo tipo di diversità culturale: quella che la cultura dominante non accetta e quindi punisce.
La criminalità è la parte di devianza che la società punisce con la legge.
Devianza e innovazione
Molti comportamenti oggi considerati normali erano un tempo considerati devianti, come l’omosessualità o lo sciopero.
Questo significa che la devianza può anche portare cambiamento e progresso, non solo disordine.
La carriera deviante
La sociologia studia non solo il singolo atto deviante, ma il modo in cui alcune persone sviluppano nel tempo una carriera deviante, cioè una vita caratterizzata da ripetute violazioni delle norme.
Non basta commettere un errore una volta per diventare devianti: per avviare una carriera deviante servono altre condizioni.
La stigmatizzazione
Quando la società etichetta una persona come “deviante” o “criminale”, questa etichetta può diventare parte della sua identità.
La persona inizia a vedersi come deviante e si comporta di conseguenza.
Questo processo può spingere qualcuno verso una vera carriera criminale, invece che aiutarlo ad allontanarsi da comportamenti sbagliati.
Il ruolo del carcere
Il carcere, invece di correggere i comportamenti devianti, spesso li rafforza:
- mette in contatto piccoli delinquenti con criminali esperti;
- crea stigmatizzazione sociale, rendendo difficile il reinserimento;
- aumenta il rischio di tornare a delinquere.
Per questo oggi si studiano forme alternative di punizione.
Devianza come conformismo a una subcultura
La devianza non è sempre rifiuto delle regole: spesso è conformismo alle norme di un gruppo ristretto.
Chi cresce in ambienti dove la criminalità è “normale” tende più facilmente a inserirsi in una carriera deviante, perché quella è la cultura dominante del suo gruppo (per esempio quartieri poveri, famiglie criminali, gruppi mafiosi).

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